Un prodotto comune da supermercato può essere altamente nocivo per la salute. Ecco di cosa si tratta e cosa fare se se ne è acquistato uno.
Questa volta ad essere sotto accusa dei particolari lotti di un noto salume. Se si è soliti acquistarne di quella marca è bene controllare immediatamente e con attenzione l’etichetta. Nel caso se ne avesse acquistato uno o più ecco cosa si deve fare.
Bisogna sempre prestare la massima attenzione a ciò che portiamo in tavola e serviamo a noi stessi e ai nostri cari. Prima di consumarlo un prodotto da supermercato va analizzato in ogni suo aspetto, dalla confezione all’interno del prodotto stesso. Le brutte sorprese sono, purtroppo, sempre dietro l’angolo.
E’ di ieri la notizia dell’ennesimo richiamo di prodotto alimentare dai banchi dei supermercati. A segnalare per primi il richiamo del prodotto i Supermercati Migross, catena molto diffusa in Veneto, Lombardia e che ha alcuni punti vendita anche in Emilia Romagna.
Ad essere ritirato dal mercato un lotto di Tastasale. Si tratta di una pasta di salame fresco. Tale pasta è prodotta dalla Paltronieri Salumi SAS. Il prodotto in questione è quello nel formato da 250 grammi con il lotto 1924A e con le date di scadenza 24/06/2024, 27/06/2024, 29/06/2024 e 01/07/2024.
Tutti i prodotti di questo lotto e con queste scadenze rimasti invenduti sono già stati ritirati dal mercato ma se qualcuno ne avesse in casa? Di seguito vi spiegheremo cosa fare.
Ma perché il Tastasale di Paltronieri è stato ritirato dal mercato? Ebbene il perché è racchiuso nella foto che mi proponiamo qui di seguito:
Come si può vedere nella pasta di salame sono stati ritrovati dei corpi estranei. In particolar modo sembra che nel lotto 1924A sia finita una rete blu. Pare essere la classica rete di plastica che si usa nell’industria alimentare. Chiaramente la rete i salumi li dovrebbe contenere, non dovrebbero essere i salumi a contenere la rete.
Ma cosa fare se una unità del lotto incriminato è finita nel nostro carrello e poi nel nostro frigorifero? Dunque le regole generali, da tenere sempre a mente, sono poche ma importantissime.
Innanzitutto, la buona norma vorrebbe che il consumatore accorto si documentasse continuamente sul sito del Ministero della Salute e andasse a controllare di tanto in tanto la lista dei prodotti ritirati dal mercato. Poi bisogna anche essere abbastanza attenti quando si maneggia il cibo che si ha in casa.
Bisogna toccare, annusare, analizzare i cibi che ci apprestiamo a cucinare. Se, per un qualsiasi motivo, il cibo che abbiamo in casa ci sembra sospetto possiamo agire in due modi:
Se, invece, controllato il sito del Ministero o avuta comunicazione dal proprio supermercato di fiducia c’è la certezza di avere in casa un prodotto ritirato dal mercato ci si può recare presso il punto vendita in cui lo si è acquistato, restituire il prodotto ritirato e ricevere un rimborso.
Nota bene: la legge dice che non c’è bisogno di mostrare lo scontrino di acquisto. Basta il saldo della carta di debito/credito (se si è usato il POS) o basta mostrare il codice a barre del prodotto (che, spessissimo, reca informazioni circa il punto vendita).
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