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Attualità

Inquinamento fuori controllo, i tuoi polmoni sono sani? 5 ‘trucchi’ per scoprirlo subito

L’aria sta diventando, piano piano, sempre più irrespirabile e questo, a lungo andare, sarà un danno per i nostri polmoni. Per questo motivo è necessario correre ai ripari.

Cosa possiamo fare per proteggerli? Abbiamo la necessità di capire e di adottare tecniche che possano aiutarci a salvare i nostri organi quanto quelli degli altri. Ma, davanti ad un’aria irrespirabile, cosa è possibile fare?

Persona che indossa una mascherina

Ci sono 5 trucchi che possiamo applicare immediatamente per capire quanto sono ancora “validi” i nostri polmoni e, al tempo stesso, capire se la loro funzionalità è ancora al 100% oppure no. Scopriamoli insieme.

Quanto sono attivi i tuoi polmoni?

Guardare ai nostri polmoni, come anche al nostro intero organismo, come qualcosa da proteggere e preservare al meglio. L’aria che respiriamo, ciò che entra al loro interno, sta diventando sempre più inquinata e, in alcune parti del mondo, è addirittura fuori controllo. L’inquinamento ambientale è alle stelle e, non sempre, e non in tutti i Paesi, si fa qualcosa per poter evitare il peggio.

Dall’altro lato ci sono, anche, i cambiamenti climatici che acuiscono ancora di più l’aggravarsi di questa situazione. Cosa possiamo fare in merito? Possiamo ancora proteggere i nostri polmoni e riuscire a pulire, per quanto possibile, l’aria che c’è attorno a noi? A quanto pare sì, e vediamo insieme come.

Capire se i tuoi polmoni sono sempre attivi o se c’è qualcosa che li ha intaccati è semplice. Ci sono ben 5 trucchi che possono aiutarci a capire ciò. Respirare bene è, insieme ad una dieta corretta e ad una sana attività fisica, quel qualcosa che è necessario al nostro quotidiano vivere. Alcuni piccoli test casalinghi ci fanno capire se tutto è a posto.

Iniziamo facendo un respiro profondo: alzati e piega leggermente le ginocchia, poi fai un respiro più profondo che puoi. Questo è il momento durante il quale devi incominciare a contare ad alta voce, più velocemente possibile, facendoti capire, nel modo più preciso e chiaro. Conta più a lungo che puoi durante la tua lunga espirazione.

Respiro profondo

Alcuni esercizi per capire se “funzionano” bene

In pratica, facciamo uscire tutta l’aria dai polmoni, fino all’ultimo filo d’aria disponibile. Annota il numero finale al quale sei arrivato facendo uscire tutta l’aria e contando allo stesso tempo poi, ripetendo il procedimento più volte, fai una media dei risultati ottenuti.

Dall’altro lato, un altro test è quello di capire come respiriamo quando siamo a riposo. È semplice: avviamo un conto alla rovescia di un minuto sul telefono e contiamo il numero di cicli respiratori completi che attraversi in quel minuto. Facciamo il test tre volte e calcola la media dei numeri. La frequenza respiratoria ottimale è di 5,5 respiri al minuto.

Altro test è quello del trattenere il respiro. Dopo aver espirato in maniera naturale, tratteniamo l’aria più a lungo possibile. Arrivare a circa 45 secondi è un buon obiettivo. Quanto ossigeno ho nel sangue? Bella domanda: come facciamo a saperlo? E’ un esercizio da fare al mattino quando il respiro è ancora rilassato e tranquillo.

Dopo aver respirato normalmente, smettiamo e avviamo un timer. A differenza del test precedente, interrompiamo il timer non appena senti il primo segno di “fame d’aria”. Questi segni potrebbero includere qualsiasi cosa, da una contrazione muscolare al sentire il bisogno di respirare di nuovo. Se non sei allenato, è probabile che non vada oltre i 20 secondi. Gli atleti veramente allenati possono arrivare a 40 secondi e oltre.

Ultimo test è quello del volume massimo di aria che assumiamo durante un lavoro energico ma, in questo caso, dobbiamo essere collegati a delle macchine che ci monitorano. Il VO2 max viene raggiunto quando il consumo di ossigeno rimane a uno stato stazionario nonostante un aumento del carico di lavoro.

Rosalia Gigliano

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