Addio bollo auto se ti trovi in questa situazione: non lo devi pagare più

Tra le imposte obbligatorie in Italia, una delle più odiate è senza dubbio il bollo auto. Ecco chi non deve pagarlo.

Il bollo auto è una delle tasse più odiate dagli italiani. Spesso siamo alla ricerca di metodi per rateizzare il pagamento o per non pagarlo. Oggi arriva una novità: si può dire addio al bollo auto se ci si trova in questa determinata situazione. Ecco tutto quello che c’è da sapere.

Addio bollo auto
Chi può dire addio al bollo auto? (lavocetorino.it – foto Web 365 Srl)

Del resto, assai spesso vi suggeriamo di tenervi costantemente informati circa le cicliche modifiche normative che arrivano nel sistema italiano. Uno dei più complessi al mondo. Dall’ambito fiscale a quello pensionistico e previdenziale. Conoscere per essere informati e risparmiare. Da subito.

Addio bollo auto se ci si trova in questa situazione

Un’importante trasformazione nel campo delle politiche sull’invalidità e sulla disabilità ha raggiunto un punto di svolta cruciale con l’approvazione del Decreto legislativo sulla Disabilità n.77, emanato dal Consiglio dei Ministri il 15 aprile 2024 su proposta del Ministro per le Disabilità. Questa nuova normativa introduce significative modifiche nei criteri di valutazione medico-legale dell’invalidità civile, aprendo così la strada a nuove prospettive nell’ambito previdenziale e assistenziale.

Addio bollo auto
Addio bollo auto se ci si trova in questa situazione (lavocetorino.it – foto Canva)

Una delle innovazioni più significative riguarda il superamento delle obsolete tabelle di valutazione, DM 05/02/1992, le quali si basavano esclusivamente sulla valutazione della residua capacità lavorativa. Queste tabelle saranno sostituite da nuovi parametri di valutazione che considerano una vasta gamma di fattori legati alla sfera interpersonale. Inclusi aspetti sociali, relazionali e della vita quotidiana, utilizzando terminologie più attuali e inclusive.

Il Decreto introduce nuove definizioni, come quella di “condizione di disabilità”, che abbraccia una vasta gamma di compromissioni fisiche, mentali, intellettive o sensoriali, prendendo in considerazione standard internazionali come la Classificazione Internazionale del Funzionamento, della Disabilità e della Salute (ICF) dell’OMS e la Classificazione Internazionale delle Malattie (ICD).

Un elemento chiave della riforma è l’adozione del questionario WHODAS (Who Disability Assessment Schedule), basato su ICF, che consente una valutazione più accurata della salute e della condizione di disabilità, considerando la gravità dei sintomi e le relative necessità di sostegno. Il processo di cambiamento sarà graduale, con sperimentazioni programmate per il 2024 e l’entrata in vigore prevista entro il 2026.

Per quanto riguarda gli aspetti operativi, il procedimento di valutazione viene avviato su richiesta dell’interessato, tramite la trasmissione telematica del certificato medico introduttivo, a cura del medico di base. Durante la visita medica, viene compilato il questionario WHODAS e la valutazione si svolge idealmente in un’unica sessione collegiale. Con possibilità di richiesta di integrazioni e approfondimenti da parte della Commissione.

Una volta riconosciuta la condizione di disabilità, si ottiene un certificato che individua le necessità e l’intensità dei sostegni, con validità o non validità indicata nel tempo a seconda della situazione valutata. Il procedimento dovrebbe concludersi entro tempi definiti e al massimo entro novanta giorni dalla presentazione della domanda, con termini più brevi previsti per i malati oncologici e i minori.

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