In arrivo tagli sulle pensioni: sono 3 le varianti che cambieranno il sistema previdenziale

Il mondo delle pensioni è in costante trasformazione: per i prossimi mesi si potrebbe andare incontro a tagli? Ecco lo scenario.

Si parla spesso di pensioni, argomento caldo affrontato da ogni Governo in carica al fine di trovare una soluzione in equilibrio tra le esigenze economiche degli anziani e le risorse disponibili. Impresa non facile in un paese, come l’Italia, che deve fare i conti con un crescente debito pubblico che va pesantemente ad impattare su ogni questione da affrontare, trattamenti pensionistici compresi.

Pensioni, quali possibili tagli nei prossimi mesi
Tagli alle pensioni, i tre scenari possibili per il 2025 (lavocetorino.it / foto Web 365 Srl)

Una situazione che crea una forte instabilità in merito alla durata delle misure che vengono introdotte, basti pensare per fare un esempio alle modifiche intervenute nell’arco di un lasso di tempo relativamente breve ad Opzione Donna in merito ai requisiti per l’accesso. A tal proposito, cosa potrebbe accadere nei prossimi mesi in merito alle misure in scadenza a fine 2024? Facciamo chiarezza.

Tagli alle pensioni nei prossimi mesi? Lo scenario e cosa potrebbe cambiare

Gli occhi sono puntati in primis sulla futura riforma delle pensioni che, ad oggi, non è dato sapere quando prenderà forma proprio per le ragioni economiche di cui sopra. Ciò nonostante esistono anche differenti trattamenti pensionistici anticipati come Quota 103 e l’Ape Sociale che nei prossimi mesi termineranno il suo corso, affiancate alla possibilità di introdurre opzioni nuove come ad esempio Quota 41 per tutti.

Addio a quota 103 e all'aumento delle pensioni minime?
Pensioni, quali misure potrebbero cambiare in peggio o sparire (lavocetorino.it / foto pixabay)

Insomma la questione è calda in quanto l’intero scenario è fortemente legato non solo alle decisioni dell’Esecutivo da inserire nella legge di Bilancio sulla base delle risorse disponibili ma anche e soprattutto ad una fitta serie di vincoli economici (relativamente alle spese) imposti dall’UE. Di fatto si tratta di paletti per impedire di fare nuovo deficit e, in molti casi, restituire anche parte del debito. Va da sé che i partiti politici di maggioranza stanno tenendo un profilo basso in merito all’argomento pensioni trattandolo marginalmente nella campagna elettorale in vista delle Europee.

Cosa, dunque, potrebbe accadere nel 2025? Ci sono diverse possibilità operative che il governo potrebbe avviare a cominciare dal non aumentare le pensioni minime andando a togliere anche l’incremento aggiunto nel 2023 (dell’1,5%) e nel 2024 (del 2,7%) ed in scadenza a fine anno. Con l’inflazione in calo potrebbe esserci una inversione di rotta a tal proposito restando molto distanti dall’obiettivo dei 1000 euro mensili. Un altro addio potrebbe riguardare Quota 103 per andare in pensione a 62 anni con 41 di contributi, altra misura in scadenza a fine anno e già rivista inserendo meccanismi di penalizzazione in uscita per chi la sceglie. Infine l’esecutivo potrebbe agire anche sulla rivalutazione delle pensioni con una nuova stretta che andrebbe a ridurre i prossimi aumenti.

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