Ecco come saremo nel 2050: la nostra vita sarà irriconoscibile

Ci eravamo lasciati, in periodo di pandemia Covid con una prospettiva che non era delle migliori, ovvero quello dell’abbassamento delle aspettative di vita.

L’età media della longevità si era abbassata di qualche anno, davanti anche all’avanzare di un virus di cui non si conosceva quasi nulla.

Come saremo nel futuro?

Ora la situazione sembra essersi completamente invertita. Cerchiamo di capire insieme cosa è successo.

L’aspettativa di vita aumenta?

L’età avanza e lo farà piano piano, ed aumentando, sempre di più, almeno fino al 2050. Uno studio, infatti, ha dimostrato che il vivere a lungo ha ripreso la sua avanzata e che, se nulla cambia, a questa data, l’aspettativa di vita aumenterà di ben 5 anni. Possibile? Cerchiamo di capire il perché e come ciò sia stato possibile.

Lo avevamo detto all’inizio: con il Covid la situazione era completamente ribaltata, e le aspettative di vita si erano abbassate, facendoci temere il peggio. Ma adesso tutto è cambiato e, nonostante le situazioni geopolitiche che sono in evoluzione, uno studio ci dice che nel 2050, la nostra vita avanzerà di altri 5 anni. sono stati gli scienziati dell’Università di Washington che hanno valutato alcuni parametri specifici, quali la mortalità causa-specifica, l’aspettativa di vita, il valore di anni di vita persi e una serie di parametri legati alla longevità per 204 paesi e territori.

Ne è venuto fuori che l’aspettativa di vita potrebbe aumentare di 4,9 e 4,2 anni rispettivamente per uomini e donne nei prossimi 25 anni. in tutto questo, avranno un ruolo importante anche altri fattori che verranno costantemente analizzati, quali le condizioni derivanti da fattori di rischio, come obesità e alimentazione scorretta, ipertensione arteriosa e abitudine del fumo. Che età prevedono gli scienziati?

photo web source

Cosa succederà nel 2050: lo dicono gli scienziati

Nel 2050, infatti, l’età media globale per l’uomo sarà di 78 anni a differenza dei 73 stimati nel 2022: “Ci aspettiamo una diminuzione nelle disparità associate all’aspettativa di vita tra le aree geografiche nonostante le disuguaglianze sanitarie tra le regioni a reddito più o meno alto resteranno, il divario potrebbe leggermente ridursi” – spiegano dal team di ricercatori – “[…] Se si riuscisse a migliorare i comportamenti alimentari e metabolici, il carico di malattie non trasmissibili potrebbe calare del 13,3 per cento in più rispetto allo scenario più probabile. Anche una maggiore sicurezza ambientale e alimentare e una più capillare distribuzione delle vaccinazioni potrebbe aumentare significativamente gli anni di vita guadagnati”.

Uno studio al quale prestare nettamente attenzione e sul quale è necessario anche approfondire nelle singole parti del mondo.

Impostazioni privacy