Assegno di inclusione: corri in Poste, ci potrebbe essere una seconda carta con soldi per te

In tanti segnalano discrepanze per ciò che concerne l’Assegno di Inclusione. Ma alle Poste si possono trovare le risposte giuste.

L’Assegno di Inclusione (ADI) è una importante misura di welfare italiano, volto ad aiutare le persone in maggiore difficoltà economica, vista la situazione che vive il nostro Paese. L’Assegno di Inclusione si distingue nettamente dal Reddito di Cittadinanza per le sue caratteristiche uniche e le specificità che emergono in base al tipo di domanda presentata dai beneficiari. Recentemente, diversi cittadini e contribuenti hanno riscontrato una significativa discrepanza tra l’importo assegnato dall’INPS e quello effettivamente ricevuto. Come comportarsi?

Assegno di inclusione
In tanti segnalano discrepanze sull’Assegno di inclusione foto: Web 365 Srl – (lavocetorino.it)

L’ADI è destinato a categorie specifiche di soggetti, tra cui: persone sopra i 60 anni; minorenni; individui con carichi di cura per minori o persone invalide nel nucleo familiare; invalidi civili con disabilità medio-grave; soggetti seguiti dai servizi sociali, assistenziali o sanitari. Se solo uno dei componenti di una coppia soddisfa i criteri di eleggibilità, il sussidio viene calcolato solo per quella persona.

Assegno di Inclusione: la possibilità di avere una seconda carta

Molte persone, dopo aver presentato la domanda tramite SPID e firmato il patto di attivazione, hanno iniziato a ricevere l’ADI da gennaio. Sebbene l’INPS avesse assegnato un importo mensile di circa 660 euro, sulla card postale sono stati caricati solo poco più di 160 euro mensili, lasciando una differenza di quasi 500 euro al mese. Questa situazione ha sollevato dubbi e richieste di chiarimento riguardo al funzionamento del sussidio. Proviamo a fare chiarezza.

Assegno di inclusione
Assegno di Inclusione: alle Poste la possibilità di avere una seconda carta con soldi foto: Ansa – (lavocetorino.it)

Per risolvere la discrepanza, il consiglio è quello di recarsi alle Poste per verificare se esiste una carta a nome di qualche altro componente del nucleo familiare. Per esempio la moglie. Questa carta potrebbe essere non ancora ritirata o attivata e sarebbe contenente i fondi mancanti. Questa carta potrebbe avere circa 2.000 euro disponibili, poiché non è necessario spendere l’intero importo mensilmente per mantenere il diritto al sussidio.

Dunque, l’Assegno di Inclusione rappresenta una misura complessa e diversa dal Reddito di Cittadinanza, con specifiche regole di erogazione e destinatari. È essenziale che i beneficiari comprendano bene le modalità di calcolo e distribuzione del sussidio per evitare confusioni e per garantire che ricevano l’importo corretto. In casi di discrepanze come quello segnalato, un controllo accurato e una verifica presso le autorità competenti possono risolvere rapidamente il problema.

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