Ora sappiamo perché si fatica a prendere sonno, e c’entra anche il tempo che fa

Spesso faticate a prendere sonno? Rimanete ore a girarvi e rigirarvi nel letto senza riuscire a dormire? Vi sveliamo un possibile motivo.

Il tempo può influenzare la velocità con cui si prende sonno. Può sembrare strano ma le condizioni atmosferiche sono tra i fattori esterni che determinano la difficoltà ad addormentarsi.

Perché si fatica a prendere sonno?
Fatica ad addormentarvi? La possibile causa (Lavocetorino.it)

Dormire male significa svegliarsi stanchi e senza energie per iniziare la giornata. Un sonno di qualità ritempra mente e corpo ma non tutti hanno la fortuna di appoggiare la testa sul cuscino e addormentarsi. Tante persone sono schiacciate da pensieri e preoccupazione che fanno capolino proprio nel momento in cui ci si sdraia nel letto e si spegne la luce. La mente non riesce a smettere di viaggiare nonostante la stanchezza.

Ma l’ansia per il domani non è l’unica causa della difficoltà di prendere sonno. I motivi sono diversi, si può soffrire di insonnia o di un’altra patologia che influisce negativamente sulla qualità del sonno (ad esempio il diabete). Guardare lo schermo del cellulare prima di dormire rende difficile addormentarsi così come aver cenato come un pasto abbondante. Oltre queste cause piuttosto note c’è anche il tempo a condizionare il nostro sonno.

Come le condizioni atmosferiche influiscono sulla capacità di addormentarsi

Tra i fattori esterni che incidono sul sonno dell’uomo c’è il clima. Quando le temperature sono elevate il riposo notturno viene rovinato soprattutto alle donne, agli anziani ma anche ai cittadini con basso reddito. I ricercatori dell’Università di Copenaghen sono arrivati a queste conclusioni seguendo un’indagine sull’aumento delle temperature a causa dei cambiamenti climatici. La conseguenza è un peggioramento della qualità del sonno.

Sonno e temperature, la correlazione
Fatica ad addormentarsi per colpa del tempo (Lavocetorino.it)

I ricercatori hanno stimato che entro il 2099 il troppo calore provocherà una perdita dalle 50 alle 58 ore di sonno all’anno ossia un’ora circa alla settimana. I risultati sono stati elaborati in base alle informazioni estrapolate su 47 mila adulti provenienti da 68 nazioni del mondo. Nelle notti in cui la temperatura ambientale era superiore a 30° il sonno diminuiva di 14 minuti e la tendenza era di dormine meno delle sette ore raccomandate. In più ci sono i risvegli notturni a peggiorare ulteriormente la qualità del sonno.

Tale effetto si è rivelato particolarmente evidente tra i cittadini a basso reddito, nelle donne e negli anziani. La soluzione è dormire in una stanza fresca che permetta un sonno regolare. Questo perché di notte il nostro corpo diffonde calore nell’ambiente circostante, i vasi sanguigni si dilatano e il flusso del sangue aumenta.

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